I tessuti

La scelta del tessuto è una delle cose determinanti per la realizzazione dell'abito della danzatrice.

Dipende in gran parte, oltre ovviamente che dall'effetto che intendete ottenere, e dal capo che volete realizzare, dall'uso che farete delle vostre creazioni:
i costumi possono sacrificare qualcosa anche alla robustezza e ci si dedica volentieri un po' di tempo in più per rifinirli, mentre quello che si usa per l'allenamento deve essere più resistente con la caratteristica di non avere bisogno di essere stirato ogni volta che lo si estragga dalla borsa.
Questo è quello che posso dirvi per i tessuti che conosco;
non esiste un ordine di preferenza.

Seta, la più nobile, la più morbida, la più fine tra le fibre naturali, freschissima d'estate e calda d'inverno; è un filamento continuo molto sottile e lucente, costituito da due bave a sezione triangolare che combaciano da un lato e che il bruco depone intorno a sè in più strati, per formare un'involucro, chiamato carta, dentro il quale si racchiude durante le sue trasformazioni in crisalide prima, in farfalla poi.
Solitamente si dà il nome di seta al filamento lungo dai 600 ai 900 metri dal bozzolo del Bombyx mori, che si nutre di foglie di gelso. Quello creato da altri lepidotteri che crescono allo stato selvaggio in Giappone, Cina, India, Africa e America si chiama seta tussah ed è più scuro e grossolano.
La lavorazione della seta comporta varie operazioni: i bozzoli, una volta essiccati, vengono crivellati a seconda della grossezza, quindi cerniti a mano secondo le qualità e i difetti; passano poi alle filande per la trattatura che consiste nella macerazione che rammollisce lo strato esterno del bozzolo e si compie in vasche di acqua riscaldata al vapore; nella scopinatura eseguita con macchinari a spazzole, che serve a riunire i capi delle bave; nella trattura con la quale le bave, riunite in un certo numero a seconda della loro grossezza, vengono saldate insieme e formano così il filo di seta grezzo che viene ritorto, lavato e avvolto in matasse .
Esistono quattro gruppi di tessuti: le TELE o TAFFETAS, le SAGLIE o DIAGONALI, i RASI o SATIN e gli JACQUARD. La resistenza di un tessuto dipende dal tipo di fibra: l'ORGANZINO, che ha fibra lunga e ritorta , è molto resistente, mentre la BOURETTE ha fibra corta e quindi poca resistenza. Una via di mezzo è il filato SHAPPE che è molto usato.

Rasatello Tessuto di cotone in armatura raso da 5, peso medio, molto liscio. Tessuto venduto per realizzare biancheria intima, spesso in scampoli oltre al prezzo ha l'indubbio pregio di cadere bene e di non essere facile alle pieghe; oltre che ai bei colori e l'effetto lucido si presta magnificamente come sottogonna, o per realizzare pantaloni ampissimi, entrambi da usare così o da intravedersi in trasparenza o attraverso uno spacco.

Satin (pron. satèn), oltre che essere una equivalente della parola RASO, indica un tessuto di cotone (satin drill) ad armatura raso, calandrato e lucido, usato per foderami, grembiuli, ecc.

Tela di cotone, dall'arabo Katun (parte delle terre conquistate), dopo il lino e la lana è la fibra tessile più antica. I cotoni si classificano a seconda del titolo, mentre la lunghezza della fibra ne determina la qualità: più è lunga, più il cotone è lucente, resistente e pregiato. La lunghezza della fibra, cioé il taglio, può misurare da meno di 20 a più di 40 millimetri. La varietà chiamata Superfine St. Vincent raggiunge i 50 e 60 millimetri.
Una maglia di Filo di Scozia , utilizza cotoni finissimi, pettinati e ritorti, garantendo brillantezza e resistenza.
La fibra di cotone non è elettrostatica, non infeltrisce, ha altissima igroscopicità, per cui assorbe la traspirazione , non irrita la pelle, non produce allergie e si può stirare ad alte temperature. La mercerizzazione con sostanze alcaline aumenta la brillantezza e la non restringibilità; la sanforizzazione rende il tessuto irrestringibile e l'indantren assicura la permanenza dei colori. Leggero è economica e facile da cucire, ma si spiegazza con nulla e non cade bene per niente, quindi ve la sconsiglio senz'altro, a meno che non cerchiate proprio l'effetto stropicciato, che può essere accentuato una volta finito il capo lavandolo e lasciandolo asciugare attorcigliato strettamente su se stesso per il lungo. A quel punto però è meglio una semplice fodera, che costa meno ancora ed ha un effetto semi-lucido che accentua quello delle pieghe. O direttamente una garza di cotone che cade a meraviglia ed è molto più morbida, oltre ad essere veramente facile da tingere se non la trovate del colore desiderato (e qui si apre un'altra porta sul meraviglioso mondo del fai da te!).

Velo o uno chiffon, Il più fine e leggero tessuto che esista (gr. 40-50 al metro), di seta o altre fibre finissime, in filati molto ritorti e sottili, trasparente come un velo, per abbigliamento femminile. Grazie alla trasparenza e leggerezza, oltre che ovviamente per
realizzare l'accessorio principe della danza, si prestano a gonne ampie (fino ad una doppia ruota) o sovrapposte, pantaloni e camice e tuniche con le maniche, ricchi e non ingombranti, cadono bene non prendono eccessivamente le pieghe, ma i capi realizzati sono decisamente delicati, le medaglie delle cinture possono attaccarsi e sfilare il tessuto e abbastanza impegnativi da rifinire.

Crepe o crespo, nome generico dei tessuti di vario tipo, peso e origine, dal caratteristico aspetto granuloso, increspato, ondulato e comunque mosso; che può essere ottenuto anche per effetto di armatura, ma più spesso per effetto dei filati omonimi, che grazie alla torsione forzata molto alta creano queste increspature. Ne esistono numerosissime varianti, di aspetto anche molto dissimile, in genere si tratta di tessuti più leggeri, resistenti alla gualcitura perchè nervosi e scattanti. Nato nel campo serica il crespo viene realizzato oggi in tutte le fibre, per confezioni estive - specialmente femminili - e da sera. Più note varianti: Crèpe-de-Chine (pron. crep-dscin) più compatto e pesante, ben drappeggiabile, ottenuto con l'impiego di trame a torsione alternata, spesso stampato. Crèpe georgette (pron. crep sjors'jet) leggero, trasparente, arioso, a grana finissima, leggermente ondulato, solitamente unito. Crèpe satin (pron. crepsatèn) morbida, rasata, lucido. Crèpe marocain (marocchino) Il più pesante di tutti, con filato di trama più grosso dell'ordito che crea un effetto di costine ondulate.

Georgette, simile allo chiffon, ma più pesante al tatto. Tessuto leggero ad armatura tela, in cotone, seta o viscosa. Sottile e trasparente, ma di mano rigida, si impiega per la realizzazione di abiti vaporosi, con giochi di sovrapposizione a più teli. e' un tessuto consigliato a chi ha esperienza di cucito. Si sfilaccia moltissimo, va refilato e sorfilato dopo il taglio. Per cucirlo si usano filo e aghi sottili.

Damasco o damascato, è un tessuto jacquard di origine orientale (braccato di Damasco) originariamente fatto a mano, molto pregiato, con armatura e tessitura più stretta e rigida rispetta al braccato. In genere è realizzato in un unico colore con filati brillanti che creano disegni a rilievo chiaro-scuri. Usato in arredamento e abbigliamento femminile. Essendo un tessuto già ricco e abbastanza rigido è ottimo per fare coperture di corpini o cinture.

Organza Una mussola di cotone, più fine e leggera (dai 30 ai 40 gr., e più) molto trasparente, realizzata con filati a titolo altissimo, che viene rinforzata da un appretto rigido. Quella stoffa venduta per realizzare i teli per le tende si trova anche già confezionata con i passanti, ed essendo alta almeno 3 metri ha un eccellente rapporto qualità prezzo; è decisamente più robusta dello chiffon. L'ho impiegata per realizzare un velo e un pantalone, andrebbero tenuti in gruccia perché prendono facilmente le pieghe.
Si trovano colori davvero brillanti e anche sfumati.
Esiste anche una variante detta scintillina ancora più fine e appunto lucente.

Degradè, dice dell'effetto coloristico sfumato che digrada verso un bordo, da toni intensi e accesi sino a chiarissimi; si può dire sfumato.

Viscosa, Fibra cellulosica filata come filo continuo o fiocco (denominata anche rayon). Caratteristiche: mano dolce e aspetto serico, comfort tipico delle fibre vegetali, buona resistenza all'usura (allo stato asciutto), elevata capacità igroscopica. Impieghi: diffusa in numerosissimi impieghi anche in mischia con altre fibre naturali o sintetiche, nei campi dell'abbigliamento, arredamento.

Altri tessuti tipo gli spalmati metallici o quei meravigliosi paillettati (spot dots li chiamano in america perché le paillette sono incollate anziché cucite) sono di grande effetto anche se più ingombranti e difficili da cucire, se non altro perché la colla o la spalmatura tendono ad impastarsi sull'ago che così si spezza facilmente. Essendo leggermente elasticizzati, almeno per un verso, si prestano per realizzare capi aderenti senza utilizzare cerniere e a rivestire facilmente reggiseno o cinture semirigide.
Un'altro inconveniente è la poca resistenza all'usura: gli spalmati perdono la lucentezza col contatto prolungato di una cintura ad esempio, e i paillettati perdono qualche paillettes.

Brillantine o Brillantè, tessuto di cotone simile al popeline, detto anche lustrino, unito o mosso da piccoli disegni lucidi di tessitura.

Cangiante, dicesi dei tessuti, ottenuti da filati lucidi e ritorti, anche di colori accostati, che sembrano cambiare colore per effetto di luce col mutare dell'angolo di visuale.

Ciniglia in franc. e altre lingue Chenille, filato ritorto molto gonfio in quanto trattiene, fra i capi, ciuffetti di pelo ritto e voluminosa, ottenuto con tecniche particolari; l'omonimo tessuto è simile ad un velluto ma più morbido e aperta. Ottima per la realizzazione di gonne a tubo e facile da ricamare perchè sostenuta come tesuto.

Acetato, filo continuo derivato dalla cellulosa. Caratteristiche: mano morbida e delicata,aspetto serico, colori vivi e brillanti, buone doti di traspirabilità, igroscopicità, antistaticità e comfort. Impieghi: nell'abbigliamento femminile (abiti, camicette, velluti) anche in mischia con altre fibre, nelle fodere, nella maglieria esterna estiva, cravatte,nastri, rasi, passamanerie e broccati per l'arredamento.
Sembra che l'acetato sia stato impiegato per la prima volta nel 1921. Da allora, questa fibra è rimasta a lungo confinata nel settore Fodera. Il suo impiego è molto cresciuto: l'8,3% della produzione totale di fili continui.
I motivi sono in un sempre maggiore interesse per le fibre naturali man-made. Nella tendenza verso tessuti serici e brillanti. Nell'orientamento verso capi non solo belli, ma confortevoli.
Tutte caratteristiche che l'acetato racchiude in ogni singolo filo.
- è una fibra creata dall'uomo (artificiale, non sintetica)
- è una fibra di origine naturale
- è completamente biodegradabile
- è anallergico, traspirante e antistatico
- è utilizzato in quasi tutti i tessuti per abbigliamento, dal prêt-à-porter all'alta moda
- è utilizzabile in mischia con qualsiasi altro filato, naturale e sintetico
- è morbido e confortevole, con eccellente mano e drappeggio
- è brillante nei colori sia nella versione lucida che opaca.

Baiadera, nome di un tessuto a strisce multicolori di origine indiana; oggi indica il disegno o stampa a fasce multicolori parallele in trama.

Maglina per sottovesti: primo pregio è il prezzo bassissimo.
Forse per questo è il classico tessuto che non vi propongono mai.
Ma è lucidino, disponibile in diversi colori, moderatamente trasparente, non sfila, è elastico e cade bene. Con questo tessuto ho realizzato delle tuniche tipo baladi con tanto di manica lunga e l'effetto è stato quello voluto, anche per la realizzazione di pantaloni è ottima.
L’unico difetto è che si attacca alle monete.

Garza, è anche una speciale qualità di tessuto molto aperto e rado, di cotone, usato per tendaggi, velari, bende e fasciature; anche in abbigliamento e camiceria si usano garze, staffe rade e aperte. Ottima per la realizzazione di abiti Baladì.

Jersey (si pronuncia gersi)
Il nome di un'isola sulla Manica dove inizialmente si fabbricarono i tessuti a maglia, che inizialmente ebbero scarso successo. Oggi si indicano così genericamente tutti i tessuti in pezzo, in maglia unita rasata, dalla caratteristica struttura elastica, usati per confezionare abbigliamento esterno ed intimo di ogni genere. Il costo essendo più basso, e la versatilità d'impiego ottima, il jersey, (che viene chiamato in gergo maglina) ha oggi soppiantato sia il classico tessuto a navetta, sia la maglieria in moltissimi campi. Ideale per realizzare abiti e gonne aderenti, anche per abito Baladì.

Per le domande a cui non trovi risposta ti invito a scrivermi

loretta.ruffini@tiscali.it

 

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